Art Basel

Basilea è una piccola città della Svizzera, ha una dimensione piuttosto intima e tranquilla, ma è anche il centro di una delle più importanti fiere di arte contemporanea al mondo, Art Basel. Anche in passato la città ruotava attorno alla cultura e all’arte. Dal 1460 vi ha sede una delle prime Università della Svizzera, che durante i secoli è stata frequentata da grandi intellettuali come Erasmo da RotterdamParacelsoFriedrich Nietzsche e tanti altri nomi illustri

E poi c’è l’arte. Infatti già dal 1661 a Basilea venne fondato il Kunstmuesum, che fu la prima collezione di arte d’Europa ad essere accessibile a un pubblico. Successivamente con la nascita di nuove forme artistiche ed essendo l’arte precedente ormai storicizzata, nel 1980 venne fondato il Museo d’arte contemporanea, che raccoglieva pezzi dal 1960 in poi, fino a comprendere anche la video arte. Più di recente a Münchenstein vicino a Basilea è stato creato anche lo Shaulager, un centro espositivo sempre dedicato all’arte contemporanea che ruota attorno alla collezione della Fondazione Emanuel Hoffman. E’ chiaro quindi che nel tempo, Basilea è divenuta sempre più luogo di richiamo per tanti collezionisti ed artisti di ogni nazionalità.

Di recente noi di Lumières Internationales abbiamo avuto l’occasione di assistere ad una conferenza molto interessante riguardo Art Basel e all’italiano Vincenzo De Bellis che dopo quattro anni come direttore artistico del Miart (dal 2012 al 2016) e sei anni del Walker Art Center di Minneapolis, ricopre dal 2022 il ruolo di “Direttore delle fiere e delle piattaforme espositive” di Art Basel
L'evento è stato organizzato da Andrea Fustinoni, collezionista d'arte, manager dell'Hotel e fondatore di MiramART, una notevole collezione di opere che troviamo all'interno dell'hotel stesso, e da Collective, associazione di collezionisti d'arte, da lui sempre fondata. La serata ha visto una nutrita partecipazione, tra collezionisti, galleristi ed artisti. Vincenzo De Bellis rispondendo alle domande di Michela Moro (il Giornale dell’Arte e Roberta Olcese (Il Secolo XIX). Il Direttore ha così spiegato i diversi aspetti delle attività di Art Basel da lui coordinati e diretti.

Art Basel nel tempo ha dato vita a ben quattro fiere nel mondo, la principale delle quali, come abbiamo visto, storicamente è sita a Basilea, ma altre sono a Miami, Hong Kong e Parigi. De Bellis ha messo in evidenza i problemi che hanno sconvolto di recente il mondo e che hanno avuto conseguenze anche nel mondo dell'arte, dal Covid 19 alle due guerre Russia-Ucraina e Israele Hamas, l'ultima delle quali è la più importante dato che il Medio Oriente, soprattutto lo stato di Israele, ha molto peso nel mercato dell'arte contemporanea.


Il settore dell’arte contemporanea è quello che ha maggiormente tenuto, nonostante gli sconvolgimenti, l’aumento dei costi di produzione, di trasporto e di allestimento. De Bellis ha evidenziato l’importanza crescente della fiera di Parigi, unica delle quattro a non essere centro della città stessa. La Ville Lumière, da quando l’Inghilterra è andata via dall’Europa ed essendo anche sede dei due più importanti gruppi del lusso nel mondo è divenuta sempre più il centro europeo dell’arte contemporanea. La Fiera di Basilea, che è la principale ovviamente per Art Basel, è invece più piccola, e la città ruota attorno ad essa. Infatti Basilea è anche proprietaria della fiera e lì si rivolge la maggior parte del mondo collezionistico.

Quindi la fiera non perderà mai d’importanza per Art Basel stessa. Altro centro importante per l’arte, dice De Bellis, è il mercato del sud est asiatico il cosiddetto Global South, che secondo lui negli ultimi anni è particolarmente creativo e produce opere d’arte interessanti, soprattutto in Corea del sud ma anche in Indonesia, Filippine, Thailandia. Evidentemente gli artisti di questa parte del mondo, hanno più urgenza di esprimersi con contenuti importanti. Lo stesso vale per artisti di provenienza Africana.
E per quanto riguarda il mercato e l’arte in Italia ?

L’Italia secondo De Bellis è da anni in una situazione culturale piuttosto problematica: non stupisce che l’ultimo movimento degno di nota in Italia sia quello dell’arte povera (anni 60) le nostre scuole ed accademie non sono all’altezza rispetto alle scuole straniere, perché non forniscono agli artisti i necessari strumenti non tanto tecnici, ma per capire come muoversi nel mondo internazionale dell’arte, tra gallerie, fiere e committenti. Inoltre gli artisti italiani secondo De Bellis non sono abbastanza propositivi, mentre invece sarebbe loro richiesto molto lavoro per emergere nell’attuale mondo dell’arte contemporanea. Nonostante questi problemi bisogna rilevare che almeno il Presidente di Art Basel è un Italiano, molto preparato e conscio della situazione e del mercato dell’arte nel mondo.

immagini © Daniele Mattei

Articolo pubblicato sulla rivista Lumières Internationales n°50 ALM Editions - Paris

Post popolari in questo blog

San Giorgio e Genova

Civil War

Superman- parte 2