Hugo Pratt e Corto Maltese. Breve viaggio nell’immaginario di un grande narratore.

 


“Sono l’oceano e sono il più grande” così inizia una lunga storia a fumetti “ Una ballata del Mare salato”scritta e disegnata da Hugo Pratt. Qui è l’oceano pacifico che parla al lettore e racconta. E’ lui il mare salato e questa è una delle tante storie che ha visto. E’ una storia corale, con diversi personaggi, che si svolge appunto nel Pacifico, nei pressi della Polinesia Ruota principalmente attorno a Caine e Pandora Groosvenore un ragazzo e una ragazza che si trovano loro malgrado catturati dai pirati. Già ma perché ? Lo scopriremo.

Uno di questi pirati, o “gentiluomini di fortuna”, come amano farsi chiamare, è Corto Maltese, che addirittura proprio in questo inizio, troviamo in difficoltà. Legato a dei legni, probabilmente dal suo equipaggio che si è ammutinato e in balia delle onde non si sa da quanto. Poi abbiamo Rasputin, che in questo caso lo soccorre, del tutto simile al Rasputin che in Russia divenne consigliere privato della famiglia Romanov e dello Zar, ma chissà se è proprio la stessa persona o un cialtrone molto somigliante ! Rasputin è un amico- nemico di Corto, fa venire in mente un capitano Haddock cinico e sardonico e i due vivranno spesso avventure assieme.

Ma il più misterioso di tutti e che si vede in seguito è il loro capo, il Monaco, vestito con un saio da frate, il volto sempre coperto dal cappuccio. Il covo di questi pirati un po’ sui generis è Escondida, un’isola che però non è segnata sulle carte. Realtà o fantasia ? E’ proprio questo il punto. Pratt era un autore formidabile, e sapeva abilmente mescolare cultura alta e cultura bassa, personaggi storici e di fantasia; di più: a volte creava personaggi la cui esistenza era plausibile, dato che si documentava moltissimo per scrivere le sue storie. Grande viaggiatore egli stesso, nato a Rimini nel 1927, ma in realtà Veneziano , lo stesso autore ebbe una vita avventurosa;- prima in Africa per via del padre militare, poi perfino in Argentina, dove divenne un maestro dell’historieta lavorando assieme allo sceneggiatore Héctor G. Oesterheld creando personaggi come Sgt. Kirk ed Ernie Pike.

Da solo poi Pratt creò Anna della Giungla. Ma fu a Genova che avvenne la vera svolta, grazie ad un immobiliarista di successo, Florenzo Ivaldi, che per passione divenne editore e volle creare una rivista, Sgt. Kirk dando a Pratt la possibilità di scrivere e disegnare una sua storia in piena libertà. Questa storia fu appunto Una ballata del mare salato, quasi un romanzo disegnato, o graphic novel come son chiamati oggi, solo che siamo ancora nel 1967. Ma il concetto di Pratt è proprio questo: per lui scrittura e disegno, nel tempo son divenuti una cosa sola una vera e propria fusione di entrambi. La ballata ebbe un buon riscontro e Pratt decise grazie ad alcuni contatti di puntare su uno dei suoi protagonisti: appunto Corto Maltese.


Infatti fu per la rivista Pif Gadget che Pratt scrisse diverse storie con protagonista proprio Corto, storie che ora sono riunite in diversi libri: Sous le signe du Capricorne, Corto, toujours un peu plus loin, ecc. Questa decisione fu presa durante il viaggio da Genova a Parigi ! Pratt poi scrisse altre storie lunghe, come la Ballata, espandendo anche l’universo di Corto e creò anche altri personaggi. Ma quello che piacerà di più ai lettori, sarà sempre lui, Corto. Sostanzialmente, Corto Maltese rappresenta molto il suo autore, e in generale il viaggiatore, misterioso e romantico, che assiste a tanti eventi, in tanti luoghi nel mondo (ed è interessante studiare e vedere dove si trova e quando) magari nel cercare qualcosa di importante, come ad esempio la clavicola di Salomone in Favola di Venezia,oppure mentre si trova su un treno carico dell’oro degli Zar, per conto delle Lanterne rosse cinesi, oppure mentre cerca il tesoro di Alessandro il Grande ne La casa dorata di Samarcanda. 

I riferimenti letterari, storici e perfino esoterici che Pratt mette nelle sue storie sono i più vari, ma tutto è orchestrato con estrema sapienza.
Le storie di Corto si svolgono soprattutto ai primi del 900, non si arriva troppo vicini alla modernità perché Pratt pensa che la contemporaneità sia meno interessante, e che non abbia il sapore mitico , avventuroso e favolistico che ha il passato.

Corto non è un eroe, né un raddrizzatore di torti, è quasi più uno spettatore che si imbatte in certe situazioni e ne rimane in parte coinvolto. Via via che gli anni passeranno, le storie di Corto diverranno anche più oniriche, come ad esempio nelle Elvetiche, dove Corto arriva ad incontrare il diavolo e una Giovanna D’arco piuttosto insolita. L’ultima storia, Mu, parla proprio della ricerca di questa civiltà perduta, la cui storia si intreccia anche col mito di Atlantide, e si arriva perfino a trovare..ma questo lo scoprirete solo leggendo.

immagini © CONG SA

Articolo pubblicato sulla rivista Lumières Internationales n°51 ALM Editions - Paris

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