Jean Moebius Giraud: le visioni di un artista del fumetto.
1975. Una nuova rivista arriva nel panorama del fumetto francese. Metal Hurlant ! In copertina un mostro a inquietante siede sopra una roccia in uno spazio desertico e sembra urlare al cielo. Al suo interno, autori molto bravi e fantasiosi: Druillet, Gal, Corben ecc. ma soprattutto lui, Moebius ! Ma chi è questo Moebius ? Non si è mai sentito prima. E invece no. Moebius è già famosissimo, ma con un altro nome: Gir. E’ quel Jean Giraud che per anni ha disegnato un bel fumetto western per la rivista Pilote: Blueberry.
Metal Hurlant però va oltre la rivista per
ragazzi Pilote: è la rivoluzione nel fumetto franco belga, ma anche
mondiale. Per la prima volta, la visione dei disegnatori e la loro
creatività viene portata in primo piano. Le star e gli animatori
della rivista sono soprattutto due: Philippe Druillet, e appunto
Moebius. La sua caratteristica principale è però la grande abilità
nel disegno, superiore a quasi tutti gli altri. Il suo stile,
parecchio diverso da quello a firma Gir, recupera adattandolo al
fumetto, quello di incisori come Dorè passando per altri artisti
come Topor, Crumb, Virgil Finlay, Richard Corben, Jack Davis, oltre
ai classici come Foster. Mentre Druillet è visionario e potente, ma
meno abile, Moebius è anche un grande maestro del disegno tout
court. Una passione che viene da lontano e che lo ha portato a
disegnare per anni Blueberry e superare persino il suo maestro, Jijè,
prima di osare qualcosa di più.
La visione della BD che Moebius
porta sulla rivista è particolare: “On peut
très bien imaginer une histoire en forme d'éléphant, de champ
de blé, ou de flamme d'allumette soufrée.”scrive in un
suo famoso editoriale.
Ed infatti le sue strisce sono come anelli di
Moebius (Dal matematico Auguste Ferdinand Moebius) cioè
attorcigliate, strane. Si parte, ma si arriva in territori
sconosciuti. Le sue creazioni più importanti sono Arzack e Il Garage
ermetico di Jerry Cornelius. Arzack, una sorta di alter ego
dell’autore, vola con un copricapo particolare ed tanto di mantello
sopra deserti sconfinati a cavallo di un uccello bianco, che sembra
quasi fatto di cemento. Ma soprattutto, le brevi storie sono mute,
non ci sono balloon. Diamo spazio al disegno, sembra dire Moebius.
Inoltre, si disegnano tante cose, ma si suggerisce molto altro. E
così il lettore deve fare il suo lavoro: Immaginare quello che i pur
bellissimi disegni non mostrano. I finali sono spiazzanti.
Le Garage
invece è particolare in altri modi: ogni capitolo sono due pagine, e
ogni volta l’autore sembra improvvisare, ripartire da capo. Sia nei
testi, con dialoghi apparentemente assurdi, sia a livello grafico,
con diversi registri stilistici. Qui il personaggio è il Maggiore
Grubert, altro alter ego dell’autore, quasi un personaggio
filosofico, meta narrativo. Il bello di questo lavoro è la
sperimentazione grafica continua col disegno di volta in volta più
grottesco, oppure cartoon, fino al realistico, invenzioni formali e
grafiche davvero notevoli e perfino una storia che pur sembrando
bizzarra arriva ad avere un suo senso. Riferimenti a scrittori come
Castaneda, Raymond Roussel, Michael Moorcock.
Dopo la rivoluzione
Metal Hurlant la BD non sarà più la stessa. Moebius influenzerà
graficamente molti autori anche bravissimi, ma soprattutto li
libererà facendoli esprimere dal punto di vista creativo. Sempre nel
75, aveva conosciuto Alejandro Jodorowsky, poeta cileno e regista,
per il suo noto progetto mai partito del film Dune. Jodo è stato
suo maestro e grande amico, cogliendo tanti aspetti della sua
creatività e in qualche modo focalizzandola ancora di più.
Realizzeranno assieme fumetti davvero nuovi ed artistici cosa che
Moebius ha sempre cercato di fare.
L’occhio del gatto, altro
fumetto muto, una visione metaforica con uno stile ancora più
vicino all’incisione e poi l’Incal, stavolta un lavoro più
“commerciale” che fonde i loro universi . Racconta la storia
dello strampalato detective John Difool alle prese con l’ Incal,
una sorta di entità composta da due piramidi sovrapposte che lo
porterà a vivere avventure pazzesche. Moebius visualizza tutto in
maniera magistrale creando personaggi memorabili:. Ma anche,
scenari lussureggianti o terribili, l’incredibile città pozzo in
cui vive Difool, la tenebra che è una maligna massa nera che invade
la pagina. Tante altre saranno le sue creazioni sia nei fumetti sia
nelle numerose illustrazioni, che seguono anche le sue ricerche
filosofiche e spirituali.
Ad esempio tutti i lavori con i cristalli,
che per lui erano quasi una magica fonte di energia positiva, oppure
altri che visualizzano elementi che potremmo trovare nei libri di
Castaneda. Tutto in maniera molto evocativa, quasi magica,
soprattutto sempre visualmente. Via via che procede, poi, Moebius
cerca una maggiore sintesi.
Nel 1983 creerà così anche una storia,
Sulla stella, in cui il suo disegno si farà quasi essenziale, più
vicino alla ligne claire di autori come Hergè, e questa storia darà
vita anni dopo al ciclo di Edena. In più, tante collaborazioni anche
cinematografiche con disegni per Alien, Tron, The abyss, Willow e per
Il quinto elemento, assieme all’amico d’infanzia Jean Claude
Mezières, creatore di Valerian. Tutto questo, non dimentichiamolo,
continuando a disegnare anche Blueberry.
in ultimo, un fumetto
che è quasi una sorta di diario visivo personale : Inside Moebius,
dove è personaggio assieme ai suoi personaggi, alle sue forme
moebiusiane, alle sue visioni.
immagini © Moebius productions - Humanoides associèes
Articolo pubblicato sulla rivista Lumières Internationales n°51 ALM Editions - Paris
